domenica 29 marzo 2009

Ipertermia e metastasi ossee

Domanda: Gent.mo Dott. Limontini vista la sua gentilezza e professionalità nel rispondere a tanti quesiti, mi permetto di sottoporle il caso di mia madre: Mamma, che ha 60 anni, ha subito a marzo di quest’anno un intervento chirurgico di quadrantectomia per un carcinoma lobulare infiltrante forma anaplastica (tipo B) della mammella dx. Ha iniziato chemioterapia…anche in considerazione delle metastasi ossee evidenziate alla tac di stadiazione. Dalla tac total-body risulta infatti: presenza di lesioni osteoaddensanti a carico dei corpi vartebrali dorsali e lombari. Abbiamo chiesto alla Dott.ssa che la segue se fosse possibile tentare la strada dell’Ipertermia anche eventualmente associata a chemioterapia, ma la risposta è stata negativa in quanto, ci è stato detto, che l’ipertermia è efficace solo su una massa singola da trattare e non su metastasi. Leggendo però alcune domande e relative risposte su questo forum mi sono molto rincuorata, trovando diversi casi simili a quello di mia mamma. Pensa che ci sia la possibilità di usare l’Ipertermia nel caso di mia mamma? La ringrazio anticipatamente.

Mia Risposta: Gentilissima ***, le informazioni che lei ha ricevuto sulla impossibilità di utilizzare l’ipertermia a radiofrequenza capacitiva esterna in caso di metastasi non sono corrette. Le confermo, invece, che il caso che lei pone alla mia attenzione sarà trattabile. Avrebbe potuto avere qualche problema di trattamento qualora una metastasi fosse localizzata a livello di una spalla ed un’altra a livello di un femore. Il problema, però, non è nella natura della metastasi, ma è legato alla distanza una dall’altra. Con un generatore a radiofrequenza della Synchotherm, infatti, sono trattabili lesioni primarie solide e/o metastasi solide durante un unico trattamento se la loro distanza è compresa in un area avente un diametro non superiore ai 26 cm.

Domanda: Gent.mo Dott.Stefano Limontini…sono molto fiduciosa e ringrazio Voi tutti. Nella tac di mamma c’è scritto : si rileva la presenza di lesioni osteoaddensanti a carico dei corpi vertebrali dorsali e lombari, ma la Dott.ssa a voce ha detto metastasi nella colonna vertebrale e nel bacino. Io spero che la distanza sia entro i 26 cm. come lei scrive, ma eventualmente così non fosse…… … Mi scusi se le pongo anche questa domanda: C’è la possibilità di fare comunque qualcosa??? … E poi vorrei aggiungere : ma perchè il medico oncologo che ha in cura mia mamma non le ha detto di provare anche la strada dell’ipertermia se è riconosciuta dal sistema sanitario nazionale? Perchè c’è tutta questa avversità? Perchè ho dovuto sapere di questa tecnica grazie a mio fratello che l’ha trovata su internet mentre era alla disperata ricerca di qualcosa per salvare la vita di nostra madre? Sono veramente amareggiata! Scusi lo sfogo. E grazie ancora, di cuore!

Mia Risposta: Gentilissima ***, purtroppo una lesione osteoaddensante è sinonimo di un certo tipo di metastasi alle ossa. Quindi, ora si tratterà solo di localizzarle e se sono contenute in uno spazio compreso tra i 26 cm di diametro della piastra sarà possibile trattarle contemporaneamente in una stessa seduta. In caso contrario, se fossero cioè più distanti di 26 cm, bisognerà valutare con estrema attenzione quale trattare per prime e, solo successivamente, in un altro ciclo, trattare le altre. In alcuni casi si può anche alternare una seduta su alcune lesioni e la successiva sulle altre. In questo caso, l’esperienza dell’equipe medica sarà determinante nella scelta della strategia più opportuna. Sul resto…no comment!!

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